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Il progetto SM.ART “Social Media and Art for intercultural dialogue” è stato finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Erasmus+. Ha coinvolto 10 diverse ONG e/o organizzazioni provenienti da 9 paesi, stati membri dell’Unione Europea (DE, IT, IR, SP, HU) e partner del programma Erasmus+ (Egitto, Turchia, Giordania, Palestina). Il progetto, tuttora in corso, è indirizzato a giovani di differenti origini che vogliono acquisire abilità e conoscenze per la difesa dei diritti di libertà di espressione,di associazione, di assemblea e che sono interessati alla produzione di documentari di carattere sociale focalizzati sulle vite dei rifugiati e dei migranti.

La libertà di espressione, di informazione e di pluralità dei media che sono state riconosciute a livello internazionale come diritti umani, dopo la Primavera Araba sono stati limitati nella regione MENA. Inoltre i leader europei stanno affrontando una crisi dei rifugiati ed i cittadini europei dovrebbero avere una profonda consapevolezza delle difficoltà che i rifugiati devono affrontare sia prima che dopo essere giunti in Europa. È proprio questa situzaione che ha spinto l’associazione a creare un progetto che possa promuovere i diritti umani attraverso la redazione di documentari di indirizzo sociale, con lo scopo di raccontare le storie dei migranti.

Gli obbiettivi principali sono:

  • contribuire allo sviluppo negli operatori giovanili di abilità di collegamento tra giovani che provengono da diversi contesti, ma che sono costantemente coinvolti nella promozione dei diritti umani, nell’inclusione dei migranti e che possono migliorare le loro competenze traendo il meglio dagli altri;
  • rafforzare la gioventù fornendo conscenze nel campo della produzione di documentari di carattere sociale e incoraggiando l’imprenditorialità dei giovani nel mondo digitale;
  • documentare e registrare le storie personali dei migranti e la vita quotidiana dei rifugiati nei campi profughi al fine di ampliare le scelte dell’opinione pubblica di occuparsi dei rifugiati e degli immigrati dando una vasta interpretazione alle ragioni per cui queste persone emigrano.

Le principali attività proposte sono:

  1. scambio giovanile in Giordania (50 partecipanti) in cui i giovani possano sperimentare il valore dello scambio di una serie di idee, di contributi culturali, ma anche di esperienze costruttive di vita, grazie alla visita del campo profughi in Giordania;
  2. la mobilità degli operatori giovanili in Turchia (20 partecipanti) con l’obbiettivo di sviluppare abilità nel raccontare storie e fare giornalismo, tutto in riferimento alla libertà di espressione;
  3. attività in Germania (20 partecipanti) con lo scopo di formare i partecipanti non solo professionalmente, ma come cittadini del mondo e forndendo loro le abilità di gestione di progetti e di sviluppo di idee mentre continuano ad incontrare i rifiugiati che vivono nei campi profughi in Germania.

Ogni attività richiede quindi differenti contesti di provenienza dei partecipanti, senza però tener conto delle loro conoscenze professionali. È inoltre assicurato il coinvolgimento di partecipanti con poche opportunità in particolare per quanto riguarda questioni come ad esmpio limiti geografici.

Quest’esperienza permette di migliorare le competenze linguistiche, dal momento che si svolge in inglese, di ricevere una formazione completa sulla propria libertà di espressione, pubblicazione e comunicazione che si basa sulla società democratica dell’Unione Europea.

Una volta terminato il progetto i partecipanti contuineranno a lavorare sia individualmente che in gruppo alla produzione di film in ambito sociale, dal momento che uno dei risultai previsti è quello della comprensione dei principi nel campo della libertà d’espressione.

Un’altro risultato a cui si mira è la diffusione della conoscenza delle vite dei migranti e delle difficoltà che i rifugiati devono affrontare sia nel loro paese che nello spostamento.

I benefici più longevi consistono innanzitutto nell’esperire i molteplici effetti dati dalla condivisione dei videoclips quando i partecipanti ritorneranno nel loro paese, in secondo luogo le organizzazioni partecipanti avranno la possibilità di rinforzare la loro collaborazione facilitando così possibili piani per progetti futuri.